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Oltre 20.000 kg di rifiuti plastici ripescati con il progetto di Marevivo


9 dicembre 2022 – Si conclude con successo la seconda edizione del progetto “Insieme per il Mar Mediterraneo”, realizzato da Marevivo – in partnership con Tezenis – nato con l'obiettivo di liberare i mari dalla plastica, che quest'anno ha consentito la raccolta di ben 20.247 kg di rifiuti, il corrispettivo di 2 milioni di bottiglie di plastica. 

L'importante risultato è stato possibile grazie al supporto degli innovativi battelli ecologici “Pelikan” di Garbage Group, che hanno pattugliato il Mar Mediterraneo rimuovendo i rifiuti. Sugli oltre 20.000 kg raccolti, spicca un dato importante: ben 13.927 kg sono attrezzi da pesca. Secondo gli ultimi report, infatti, nel Mediterraneo gli attrezzi da pesca (reti, cordame, trappole, boe, calze per mitilicoltura ecc.) rappresentano la maggior parte dei rifiuti marini registrati, con percentuali che possono raggiungere addirittura l’89%. 

Non solo: il pescato raccolto viene trasportato e venduto in cassette di polistirolo usa e getta, di cui in Italia si stima un consumo pari a circa 10 milioni di pezzi all’anno che si disperdono in mare. I danni arrecati all’ambiente non si limitano all’inquinamento. Una volta abbandonate, le attrezzature da pesca diventano trappole che occupano i fondali o che, trascinate dalle correnti, continuano a imprigionare e a pescare, mettendo in pericolo la fauna e la flora marina.

Ogni anno circa 100.000 mammiferi e un milione di uccelli marini muoiono a causa dell’intrappolamento in reti da pesca o per l’ingestione dei relativi frammenti. 
«Questo progetto ci ha permesso, nelle due edizioni già realizzate, di recuperare più di 30 tonnellate di plastica dal mare. Si tratta di un’azione importante che adesso, grazie alla Legge Salvamare e all'aiuto dei pescatori, sarà possibile effettuare in maniera più strutturata in tutte le nostre acque – ha dichiarato Raffaella Giugni, Responsabile Relazioni Istituzionali di Marevivo – Il problema, tuttavia, va risolto all’origine: dobbiamo ridurre la produzione di rifiuti, il cui recupero – una volta che finiscono nell’ambiente e nel mare – risulta difficile e costoso. I risultati del nostro lavoro confermano l’enorme danno rappresentato dagli attrezzi da pesca persi in mare. Occorre trovare soluzioni più sostenibili: per questo si rende necessario eliminare l’usa e getta a favore di sistemi e strumenti riutilizzabili.»

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