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Cinque pilastri per la Genova del futuro


14 giugno 2022 - Cinque pilastri che non devono scricchiolare, né tantomeno creparsi, e un fantasma che nessuno deve più far finta di ignorare. Il Presidente degli agenti marittimi genovesi, Paolo Pessina, ha seguito una rotta decisamente anomala, molto pragmatica al punto da non essere politically correct, per lanciare una vera e propria sfida: 
“Genova ha tutte le precondizioni e le possibilità per diventare la chiave di rilancio dell’economia italiana, ma ciò può accadere a condizione che le opere programmate, sia quelle a mare (la nuova avveniristica diga su fondali di 58 metri), sia quelle a terra (i collegamenti ferroviari e autostradali con Milano, che collocherebbero il più importante porto del Mediterraneo a meno di 50 minuti di distanza dalla capitale italiana del business e dalla sua vasta area produttiva), diventino da oggi oggetto di un vero e proprio “patto di sangue”. 
 “Opere – ha affermato Pessina – per le quali non devono esistere incognite sulla costruzione, né tantomeno incertezze sui tempi della loro realizzazione, al costo di cambiare tutte le metodologie di approccio ai progetti e ai lavori e da fissare subito centri di responsabilità che saranno chiamati a rendere conto di queste opere”. 
Secondo il Presidente degli agenti marittimi genovesi, l’Italia sta subendo una vera e propria ubriacatura di nuove opere, con progetti che non saranno mai varati e infrastrutture che non potranno essere attuate. Ma per cinque opere, destinate a fare del porto di Genova il principale polo logistico del Paese e della città di Genova un esempio unico di città porto interconnessa anche telematicamente con il suo mercato di riferimento, non possono esistere giustificazioni, né fallimenti. Si tratta della nuova diga del porto (oltre un miliardo di spesa e consegna nel 2027); del Terzo Valico ferroviario fra Genova e Milano, consegna 2026 a 114 anni dal primo progetto; del Nodo ferroviario di Genova, consegna 2024; della Gronda autostradale di ponente, inizio lavori 2023 e 10 anni per il completamento; e dell’E-Port ovvero digitalizzazione di tutti i servizi e l’organizzazione portuale: 2023.

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